
“ l’essere umano è esso stesso nel contempo uno e molteplice"
Quest'affermazione dovrebbe guidarci verso una serena accettazione della diversità e della complessità altrui. Morin, con essa, sottolinea che ognuno di noi porta in sé alcuni caratteri funzionali fondamentalmente comuni a quelli degli altri esseri umani e allo stesso tempo ha le proprie singolarità cerebrali, mentali, psicologiche, affettive e intellettuali.
E, dunque, il singolo è di per se complesso, come complessi sono gli altri singoli e la sociètà costituita dall’insieme di singoli complessi.
Inoltre, la complessità sociale è data anche dal fatto che le lingue, le culture e le organizzazioni sociali sono anch’esse, come l’uomo, uniche e molteplici nel senso che sono simili nei fini e nelle strutture, ma hanno applicazioni e contesti molteplici.
La complessità e la diversità sociale è determinata dalla complessità e diversità della natura umana e del singolo.
Questa riflessione è importante per capire che l’unità è nella molteplicità e che, di conseguenza, porre l’attenzione sull’alterità non è a discapito dell’identità, perché l’unicità si realizza nella diversità e solo con essa.
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